Un progetto che cammina - ISTITUTO STORICO MACERATA

Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea
"Mario Morbiducci"
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ESPERIENZE E PROPOSTE PER IL PROSSIMO FUTURO
Incontro pubblico dei Cantieri Mobili di Storia
L’Appennino che cambia
MUCCIA 6 GIUGNO 2019 | PRESSO LA SEDE DELLA DISTILLERIA VARNELLI | ore 16:00

Uno spazio di confronto sui temi e i problemi affrontati nei sei incontri itineranti dei mesi scorsi.
Un’occasione per conoscere progetti e pratiche di innovazione sociale e discutere sulle loro prospettive future.
Sono stati invitati i rappresentanti della Regione Marche, dell’Ufficio Speciale Ricostruzione, delle associazioni sindacali e di categoria.

L’azienda Varnelli sarà lieta di accogliere, sin dalle 15.00, chiunque voglia visitare lo stabilimento e conoscere più da vicino la lunga storia d’impresa giunta all’importante traguardo dei 150 anni (gradita la prenotazione al numero: 0737 647000 o all’indirizzo: varnelli@varnelli.it)

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Come incentivare con politiche mirate e concrete il ritorno stabile dei giovani e, in particolare, delle giovani coppie nelle zone del nostro entroterra?  Come favorire  la rinascita dell’agricoltura mediante produzioni di qualità e politiche agricole che affondino le loro radici  nelle tradizioni e nelle vocazioni di questi territori?
       Sono queste le domande che ci hanno spinto  ad organizzare gli ultimi due appuntamenti dei Cantieri Mobili di Storia sabato 1 e domenica 2 giugno,   rispettivamente a Bolognola e  a Ussita, dedicati al tema “Giovani in agricoltura: antiche e nuove forme associative e di  gestione collettiva”. Particolare attenzione verrà riservata alle comunanze agrarie, ai beni collettivi e alle cooperative di comunità che (come  hanno più volte sottolineato gli storici Olimpia Gobbi e Augusto Ciuffetti, coordinatori dei due incontri) sono  il nuovo modello di sviluppo da proporre, perché nascono  dal basso, dalle esigenze delle comunità, dalla storia e dalle peculiarità del territorio. “La montagna – ha ribadito Augusto Ciuffetti nel corso del   recente festival IT.A.CÀ di Fiastra e Ussita-può avere un futuro solo  se è in grado di diventare uno spazio alternativo; quando c’è un declino economico come quello che stiamo vivendo oggi, è proprio dalle aree apparentemente più fragili che possono arrivare le risposte più forti”. Affronteremo questi temi mediante un confronto serrato  tra passato e presente, così come tra esperienze sociali e territoriali differenti, anche per provenienza geografica.
       Molto ricco è il programma dei Cantieri Mobili di Storia che, accanto ai due incontri pomeridiani alle ore 16, hanno previsto altri appuntamenti: un’escursione  nel territorio di Bolognola e una visita guidata del borgo  nel primo pomeriggio di sabato 1, in collaborazione con la locale Pro loco; il Cammino della Memoria da Macereto a Ussita, organizzato dall’ ANPI di Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera nella mattinata del 2 giugno.
       Ricordiamo infine che giovedì 6 giugno alle 16  presso la sede della Distilleria Varnelli a Muccia, I Cantieri Mobili di Storia concluderanno il loro tour con un incontro finale per discutere insieme ai rappresentanti della Regione e alle autorità preposte alla ricostruzione i problemi e le proposte emerse negli incontri itineranti presso le  comunità del doposisma.

La comunità perduta: ritrovare l'identità collettiva per mezzo della terra
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Organizzato dai Cantieri Mobili di Storia, sabato 4 maggio a Ripe San Ginesio e domenica 5 a Castelsantangelo sul Nera avrà luogo il secondo e doppio appuntamento dell’iniziativa “L’Appennino che cambia”. Coordinerà Marco Giovagnoli, docente di Sociologia  dei Processi Economici  e del Lavoro presso l’Università degli Sudi di Camerino e autore del saggio “Piccolo dizionario  sociale del terremoto”.

Unico è il tema “Piccoli borghi capaci di futuro”, ma molte sono le domande che animeranno i due incontri con le comunità:
  1. Come contrastare i processi di spopolamento e di desertificazione in atto nei borghi appenninici e nel nostro entroterra?
  2. Come valorizzare le diversità dei nostri piccoli insediamenti per opporsi alla semplificazione e allomogeneizzazione dell’attuale modello di sviluppo?
  3. Come connettere le esperienze e i progetti di rinascita delle aree terremotate e dei territori fragili degli Appennini?
  4. Come avviare pratiche efficaci, coerenti e sostenibili di valorizzazione del territorio attraverso la partecipazione attiva delle comunità locali e una gestione collettiva dei problemi?

Molteplici saranno le esperienze e i progetti che andremo a presentare (da “Borgofuturo” di Ripe San Ginesio a “Foiatonda” di San Benedetto in Val di Sambro), così come i relatori che ne parleranno: il sindaco di Ripe San Ginesio, Paolo Teodori; Gabriella Bonini, responsabile scientifico della Biblioteca-Archivio “Emilio Sereni” presso l’Istituto Alcide Cervi di Gattatico (Reggio Emilia); Sandra Losi architetto, impegnata dal 2012 nella ricostruzione post-sisma emiliano; Walter Materassi, Presidente della Cooperativa di Comunità “Foiatonda” di Madonna dei Fornelli.   
L’obiettivo dei due incontri è quello di avviare una vera e propria rete  tra i piccoli borghi degli Appennini centro-settentrionali e centro-meridionali, per condividere esperienze innovative di comunità, e nuovi percorsi di ripresa; per conoscere e accedere a bandi di finanziamento in materia, così come a leggi, atti e normative delle rispettive regioni.
Come sempre, nei Cantieri Mobili di Storia l’attenzione al futuro nasce e trae linfa dalla conoscenza del passato delle comunità con cui andiamo a dialogare; in questo caso, lo spunto sarà offerto dalla presentazione della rivista “Marca/Marche” che ha appena pubblicato uno studio interamente dedicato a “Storie di comunità. Relazioni, legami, appartenenze e fratture nelle storie dei piccoli paesi” ( a cura Marco Giovagnoli e Marco Moroni).
Facciamo nostro l’appello “La Storia è un bene comune”, lanciato qualche giorno fa da Andrea Camilleri, Andrea Giardina e Liliana Segre, soprattutto quando invita a “rafforzare l’impegno, rinnovare le parole, trovare vie di contatto, moltiplicare i luoghi di incontro per la trasmissione della conoscenza storica”. È  in questa direzione che si muovono e operano i Cantieri Mobili di Storia nei paesi del doposisma.

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Esattamente un anno fa nascevano i Cantieri Mobili di Storia, con l’obiettivo di incontrare e ascoltare le comunità appenniniche maceratesi, partendo dalla storia dei loro paesi e approdando ai problemi e alle prospettive del doposisma. L’esperienza, nonostante le difficoltà logistiche e organizzative, è stata molto positiva e da allora è sicuramente cresciuta. Si è ampliato lo staff di progetto; si sono moltiplicate  le collaborazioni con i gruppi e le associazioni che operano nell’Appennino; si sono intensificate le relazioni con le comunità del doposisma,  mediante progetti nelle scuole e laboratori di comunità (come quelli di scritture biografiche in collaborazione con la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari).

  Con il mese di aprile si apre  la seconda stagione dei Cantieri Mobili di Storia che, pur riprendendo l’impostazione dello scorso anno, presenta alcune significative novità:

  • Sono state individuate tre tematiche che, oltre alla loro rilevanza storica, costituiscono importanti terreni di riflessione e di progettualità  per l’immediato futuro delle zone del sisma e, più in generale, del nostro entroterra
  • Gli incontri vogliono aprirsi al confronto: con altre zone degli Appennini centro- settentrionali e centro-meridionali; con esperienze innovative di comunità che stanno  sperimentando  nuovi percorsi di ripresa, nuovi modi di abitare la montagna, nuovi modelli e stili di vita. E’ tempo   di licenziare la sfiducia, come scrive Franco Arminio, e di dimostrare che anche in un piccolo paese è possibile una grande vita
  • I sei incontri con le comunità si propongono di  generare altrettante proposte da sottoporre, in un’assemblea finale,  ai rappresentanti politici e istituzionali, per evitare che riflessioni, le domande e i problemi  via via emersi  si disperdano,  senza entrare nel circuito decisionale
    Nelle prossime settimane pubblicheremo il programma dettagliato  e aggiornato degli appuntamenti di maggio e giugno

Paolo Coppari, Presidente Istituto Storico Macerata
Annalisa Cegna, Direttrice Scientifica
Stefano Rocchetti, Responsabile della didattica

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